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È notte e il vecchio ride piano.
'Signorina', dice, 'è molto che aspetto'
Poi si siede e si calca il cappello
È un ospedale, noto. L'aria sa
di nulla e di polvere
la donna con il corpo di ossa
mi fissa sotto i morbidi ricci
è giovane, somiglia un po'
ad una vecchia nemica
le dico 'Scappiamo' e lei tace
poi apre la bocca e mi dice
'Aspetto le lame delle infermiere
Zac zac zac sulle braccia
e non senti più niente'
Temo per lei, e vorrei
chiamare qualcuno
ma il mio urlo
è di gesso
la donna col corpo di ossa
scivola sotto una coltre e ripete
VIENI QUI
e so che parla con me
VIENI QUI
e la gola mi mangia le grida
VIENIQUIVIENIQUIVIENIQUI
e lei sempre più acuta mi tira
il vecchio ride piano
(è molto che aspetta)
e sotto la coltre
non vedo più niente
prego Santa Maria degli Ipocriti
per la prima volta da anni
ma nulla risponde
solo l'eco stupenda
della mia voce
SONO QUI
SONOQUISONOQUISONOQUI